Museo di Scienze Naturali della Valle d’Aosta

Indice contenuto
Quando la storia si intreccia con la natura.. Un museo che ha l’intento di valorizzare e far apprezzare a tutti il grande e variegato patrimonio naturalistico valdostano, con postazioni immerisive

VISITE GUIDATE AL MUSEO

 

Grazie ad una collocazione davvero unica e d’eccezione, il museo di scienze naturali regionale Efisio Noussan, ritorna nella sua sede di origine dove il castello medievale di Saint Pierre ne è il prezioso custode.

 

 

A seguito di grandi interventi di restauro e riqualificazione il castello di Saint Pierre ritorna ad essere la sede espositiva del rinnovato Museo di scienze naturali regionale.

Il nome del museo è legato alla storia della “Société de la Flore valdôtaine” e intitolata oggi ad uno dei suoi numerosi successori, Efisio Noussan. La Société venne fondata nel corso del 1800 da illustri Abbés savants, ovvero i preti alpinisti e ricercatori, che istituìrono nel 1905 il primo museo di scienze naturali, esponendo raccolte e collezioni sopratutto botaniche e mineralogiche.

Un museo di oggi ha l’intento di valorizzare e far apprezzare a tutti il grande e variegato patrimonio naturalistico della Valle d’Aosta. Da qui, a Saint Pierre inizia infatti un viaggio alla scoperta delle caratteristiche ambientali e faunistiche della regione, dagli ambienti di bassa quota, alle praterie alpine.
Un punto di partenza ideale per recarsi a conoscere dal vivo questi luoghi.

Il suo allestimento interattivo con pannelli e postazioni immersive, suoni della natura e dei suoi abitanti, permetterà a tutti di vivere questa esperienza con un coinvolgimento non solo scientifico ma anche emozionale!

Vista la grande valenza a livello scientifico, inoltre, il percorso proposto si presta molto bene per visite dedicate alle scuole, alle famiglie, rimanendo idoneo ad un pubblico di ogni età.

L’attività del Museo però non si ferma qui ma continua con una parte di ricerca, attraverso i laboratori di bio-tecnologie, la conservazione e lo studio dei reperti presso la sede operativa di La Salle, dove si trovano anche le diverse collezioni museali.

 

LE SALE DEL MUSEO e il PERCORSO DI VISITA

L’allestimento si sviluppa in oltre 14 sezioni che comprendono più tematiche, distribuite su 3 piani presentando diversi ambienti, tutti emozionali ed immersivi.

 

1° Sala – La storia
Rispettando la storia dell’edificio e delle famiglie che si sono susseguite, le sale entrano in dialogo con le vicende del passato, valorizzando parti architettoniche ed artistiche del castello.
La prima sala, detta del trono, ci avvolge con il calore caldo delle sue pareti, tutte decorate e stammate, è infatti dedicata al racconto storico delle famiglie che hanno abitato e trasformato il castello nei secoli.
L’ambiente ottocentesco, ridisegnato in stile neogotico, è ricco di arredi come banchi e stalli con pregevoli decorazioni in basso rilievo.


2° Sala delle differenze

Le differenze a volte più o meno evidenti, sono quelle rappresentate nelle 12 stazioni in verticale, in cui si osservano i piani altitudinali dai 400 m ai 4810 del Monte Bianco, caratterizzati da vegetazione, habitat e fauna estremamente diversificati.
Il tema principale è la ricca biodiversità della Valle d’Aosta, racchiusa in una regione molto piccola ma varia a livello di climi e specie.

 

3° Sala del tempo
Un vero viaggio nel passato all’interno della sala più caratteristica e originale, in cui spiccano le vetrine della Société de la Flore, restaurate e riallestite secondo i vecchi criteri del Museo ottocentesco.
I reperti rappresentano le prime collezioni raccolte dagli studiosi, quali erbari e minerali.
Una vetrina più moderna detiene ci inducono alla riflessione presentano esemplari un tempo estinti quali l’ultimo Orso ucciso nella Valdigne nel 1817, l’ultimo gipeto e una coppia di lupi

 

4° Sala delle Rocce
La bellezza delle montagne passa anche attraverso il loro colore ed i minerali che le compongono.
Un viaggio geologico per scoprire le caratteristiche ed i segreti delle vette più alte che oltrepassano intrepide i 3000 e 4000 metri di altezza, caratterizzate da graniti e stratificazioni che ci narrano un passato antico.

 

5° Sala delle Miniere
Una piccola sala ipogea ci porta a scendere nella montagna inoltrandoci nel racconto dell’estazione secolare condotta dai minatori e operai del passato alla ricerca dei minerali più preziosi e utili, quando le minere rappresentavano una delle poche risorse economiche. I reperti narrano delle miniere di Cogne, Saint Marcel, Brusson  e La Thuile, siti di estrazione secolare.

 

6° Sala dei Versanti
La destra e la sinistra orografica sono importanti e soprattuto lo è la loro esposizione solare, che determina il tipo di vegetazione, di coltura e delle specie vegetali e animali che vivono in questi versanti, alcune delle quali sono considerate specie mediterranee.
L’adret e l’envers quindi, così come il tema delle temperature e del riscaldamento climatico sono il concetto chiave dei video e delle prioezioni in cui immergersi in questa sala.

 

7° Sala degli Abbés savants
Religiosi “sapienti”, figure intellettuali tra l’800 e il 9000, legate al territorio montano che da sempre fu l’anima ispiratirce per le grandi ricerche scientifiche.
La sala è un omaggio ai fondatori della Société de la Flore valdotaine e del primo museo istituito con l’bbiettivo dello studio, della ricerca e della divulgazione.

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8° Sala Efisio Noussan
Un piccolo studiolo ricavato tra le mura di una delle torri del castello, propone un video in omaggio a Efisio Noussan, noto imprenditore poliedrico valdostano che riprese le redini dello storica Société de la Flore con il progetto di riportare in vita il Museo di scienze naturali in una nuova sede, il castello di Saint Pierre.

 

9° Sala dell’Acqua
Una sala ricca e riflessiva quella dell’acqua, che pone l’accento sull’importanza degli ambienti umidi e della ricca biodiversità che li contraddistingue. Dallo scorrere libero in natura dei torrenti, originatisi dai ghiacciai, all’apparente immobilità di laghi e stagni.
Le vetrine propongo ricostruzioni naturalistiche di ambienti umidi con la caratteristica vegetazione spontanea,  nonché l’incredibile varietà di animali che li popolano. 

 

10° Sala della Foresta
Un ambiente totalmente immerisivo che ricostruisce una porzione di foresta, in cui sarà possibile udire i suoni della natura e degli animali selvatici, i profumi e il fruscio del vento.
Si tratta di una simulazione, una passeggiata in nottuna nella foresta di confiere, un ambiente ricco di vita.
All’esterno diversi campioni esplicativi di cortecce, permetteranno di riconoscere le particolarità e le caratteristiche delle conifere e delle latifoglie più diffuse sul territorio.

 

11° Sala della Verticalità e vertigine
Un’incredibile esposizione che vuole stupire il visitatore con allestimenti scenografici in cui animali e piante sono costantemente aggrappati alla roccia e alle ripide pareti verticali, per far comprendere il tema dell’adattamento alle rigide regole della montagna. Non solo per le specie naturali ma anche per gli uomini, come pastori, alpinisti, ed operai, tutti “equilibristi” del vuoto che con maestria hanno sviluppato le loro strategie di sopravvivenza.

 

12° Sala della Prateria e delle quattro stagioni
La prateria, un vasto spazio di bellezza delle altitudini più elevate, dove si perde lo sgurado e una casa per numerose specie animali. E’ una tavolozza per le stagioni che susseguendosi la tingono di bianco e poi di variopinto.
Nella ricostruzione d’ambiente di questa sala, si evidenziano le tracce di suoi abitanti, come marmotte, pernici, lepri variabili che si mimetizzano per sfuggire ai loro predatori, in questo ambiente aperto che non consente molti ripari.

 

13° Sala del gelo e dei Ghiacciai
I ghiacciai sono una grande risorsa idrica che in montagna troviamo solo ad alte quote ed in determinate condizioni climatiche.
Testimoni indiscussi di grandi imprese alpinistiche e di conquiste, essi sono in realtà un bene da tutelare.
L’ingresso in una grotta di ghiaccio di questa sala, con numersi video esplicativi, ci porta a conoscere i grandi massicci valdostani e a  comprendere che il Il freddo è una componente essenziale della montagna e le precipitazioni nevose, determinano le stagioni successive.

 

14° Sala delle Emozioni
Salendo il bellissimo “viret“, la scala a chiocciola in pietra del castello, giungiamo nella sala delle emozioni. Immersi in un ambiente che permette la visione a  360° sui paesaggi naturali della Valle d’Aosta, avvolti dalle immagini che scorrono sulle parteti con una bella melodia, termina il viaggio e ci invita ad uscire per andare ad espolrare dal vivo il territorio.

 

 

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